Le app più utili per affrontare la quarantena

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Le app più utili per la quarantena

Dal food delivery, alle app per le videochiamate di gruppo.

In seguito all’emergenza sanitaria che sta colpendo soprattutto l’Italia, da un mese a questa parte sono nate numerose nuove app, molto utili in questo periodo, e alcune applicazioni già esistenti hanno modificato in parte i propri servizi o dato vita ad iniziative solidali per dare un contributo e sostenere la popolazione. Dal food delivery, alla spesa a domicilio, dalle app per agevolare lo smart working a quelle per gli aperitivi online e alle connessioni sociali digitali…ce n’è per tutte le necessità.
Una delle problematiche principali di questo periodo è senza dubbio la coda e l’attesa fuori dai supermercati, diverse realtà si sono da subito adoperate per supportare i cittadini, realizzando delle applicazioni su cui è possibile controllare i tempi di attesa delle code in tempo reale. Alcuni esempi sono DoveFila, un’evoluzione della piattaforma DoveConviene, FilaIndiana.it e Segnalacode.it. Ma come funzionano? Gli utenti non devono far altro che segnalare alla app, tramite geolocalizzazione, la loro presenza, contribuendo quindi alla stima del tempo di attesa e all’informazione in merito agli altri cittadini. Più segnalazioni avvengono, più la stima è precisa, più il servizio è utile per la comunità.

Il Comune di Milano, insieme a Confcommercio Milano, ai nove municipi e a diverse associazioni di quartiere, ha creato una cartina digitale mappando e geo-referenziando tutte le attività e i negozi che consegnano i beni di prima necessità a domicilio. In questo modo, i cittadini potranno vedere i negozi aperti nei dintorni della loro abitazione e vedersi recapitare la spesa a casa. Un servizio pensato soprattutto per le persone più anziane e per evitare di creare assembramenti fuori dai negozi. La mappa è in continuo aggiornamento ed è consultabile qui.  Un’idea simile, dedicata principalmente alle botteghe, è quella ideata da Lorenzo Biagiarelli che ha deciso di raccogliere su una mappa Google i negozi di quartiere che consegnano a domicilio i propri prodotti. Un’idea brillante per sostenere e aiutare tutte le botteghe alimentari e i ristoranti che, nonostante la situazione di emergenza in cui viviamo, hanno deciso di continuare a lavorare e consegnare il cibo a domicilio.

Cambiando ambito, le aziende proprietarie piattaforme di videoconferenza online come Zoom e GoToMeeting hanno deciso di mettere a disposizione gratuitamente i loro servizi a tutta la popolazione, per supportare e agevolare non solo lo smart working, ma in generale le connessioni umane a distanza. Queste piattaforme vengono sfruttate anche per l’e-learning, permettendo quindi ai professori di fare lezione direttamente a casa deli studenti. Anche Microsoft ha messo a disposizione gratuitamente per sei mesi alle PMI, alle aziende pubbliche e private, e aelle scuole le proprie tecnologie. Per aderire clicca qui.

Infine un’app utile per svagarsi e divertirsi con i propri amici, durante questo periodo di isolamento forzato, è House Party! Come funziona? Si tratta di un app live streaming, dove si posso creare delle “stanze virtuali” dove ci si incontra con i propri amici – fino a un massimo di 8 persone per stanza- per vedersi, chattare e giocare. Un modo divertente e simpatico per restare in contatto con i propri amici e dare un po’ di normalità alla propria vita.

Partecipa ai sondaggi in forma anonima per monitorare i contagi e mappare la diffusione del Coronavirus

L’app AllertaLom, già utilizzata per diramare le allerte della Protezione Civile, è stata implementata con un’importante funzione per monitorare e mappare la diffusione del Covid-19.
Gli utenti dovranno semplicemente 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝗹𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗶𝗻 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗼𝗻𝗶𝗺𝗮, in modo da raccogliere dati e metterli a disposizione delle Unità di Crisi.
Il contributo di tutti è fondamentale: il questionario non si rivolge solo a chi manifesta sintomi ricollegabili al Covid-19, ma a tutti i cittadini. Inoltre viene consigliato di compilarlo una volta al giorno, aggiornando il proprio stato di salute, in modo che le unità di crisi possano elaborare i dati, creando una “𝗺𝗮𝗽𝗽𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼” sempre aggiornata e il più veritiera possibile.

E voi l’avete già scaricata? Se non l’avete ancora fatto, scaricatela qui.